La famiglia di Carlo e Cecilia Sana (1639)

Se ci pensiamo bene, l’espressione “albero genealogico” è inadeguata perché ciascuno è – contemporaneamente – punto di arrivo di tutti coloro che l’hanno preceduto e punto di partenza per quelli che seguiranno.

Eppure, tra tutti gli antenati che abbiamo imparato a conoscere nel corso delle nostre ricerche, Carlo e Cecilia hanno sempre avuto una simpatia particolare. Oggi, anche se conosciamo i nomi di antenati ancora più remoti, il nostro pensiero va sempre alla loro famiglia.

Il motivo è presto spiegato: per lungo tempo il riferimento più remoto è stato quel piccolo angolo di pagina dello Stato d’Anime del 1647 in cui compare una piccola famiglia costituita da Carlo, Cecilia sua moglie e tre bimbi piccoli.

Fonte: archivio parrocchiale di Santa Grata inter vites.

Giovan Angiolo di sette anni, nato il 9 settembre 1640, con atto di nascita registrato ad Ossanesga. Portava il nome del nonno paterno, come da tradizione. Il padrino era una figura eminente di Fontana, che testimonia i rapporti già stretti con quel luogo: D(ominus) Alberto Viscardi.

Segue la piccola Giulia, battezzata ad Ossanesga il 19 ottobre 1642. Si è scoperto poi che il nome Giulia era quello della nonna materna. Possiamo allora ipotizzare che Barbara sia il nome della nonna paterna, ovvero la madre di Carlo.

Infine il piccolo Giovanni di un anno, nato il 28 gennaio 1646.

Ricerca: dove è nato Giovanni?

Il cognome appare Cirtoi che potrebbe essere la distorsione dialettale di Sirtoli, oppure la trascrizione corrotta del cognome Cirtoli, che abbiamo riscontrato in numerosi atti sia parrocchiali che notarili.

Questa pagina è stata ammirata nel corso del primo raduno dei Sirtoli nel 2012 come la testimonianza più remota che fosse stato possibile recuperare. Tuttavia, una attenta analisi dello stato d’anime dell’anno precedente, ha rivelato che la famigliola era già stata registrata!
L’assenza del cognome ha impedito di riconoscerla.

Stato delle Anime del 1646, con la famiglia di Carlo.
Fonte: archivio parrocchiale di Santa Grata inter vites.

Qui Carlo è detto semplicemente “massaro di M(esser) Rocco”, e quindi sappiamo che era mezzadro di una importante famiglia del luogo e che dobbiamo localizzarlo alla Rebetta, secondo GM Petro’.

Messer Rocco Gilardi compare nella stessa pagina dello SdA del 1646 con la moglie Laura e quattro figli. Invece nel 1647 lo ritroviamo con un solo figlio.

La famiglia di Rocco Gilardi nel 1647, con un solo figlio.
Fonte: archivio parrocchiale di Santa Grata inter vites.

Ricerca: nell’anno 1646/47 sono morti tre figli di Rocco Gilardi?

Tornando alla famiglia di Carlo e Cecilia, nell’archivio di Santa Grata inter vites troviamo gli atti di battesimo di altri quattro figli.

L’ultimo, Carlo, nasce due giorni dopo la morte prematura del padre, avvenuta a soli trentasei anni il 22 settembre 1654. L’atto di morte di Carlo non reca alcuna informazione sulle cause, né si potrebbe ipotizzare una malattia stagionale. L’ipotesi è che sia dovuta ad un evento accidentale.

Dal 1654 (atti di nascita e di morte dei due Carlo) al 1683 (stato d’anime) non abbiamo alcuna documentazione. La famiglia ricompare in uno SdA del 1685, dove il capofamiglia è Giovanni Angelo ormai quarantacinquenne.