Le relazioni di parentela (e il DNA)

Paolo Sirtoli (paolo.sirtoli@gmail.com) - rev 1.0 del 18 luglio 2018

Abbiamo tutti un’idea molto chiara di cosa significano le relazioni di parentela di base: madre, padre, zio, nonno, bisnonno, trisavolo. Sulle relazioni laterali, invece, c’è un po’ di confusione.
Se il significato di cugino è chiaro (è il figlio di un fratello del genitore), meno chiaro è il concetto di cugino di secondo grado, che di solito viene inteso come “figlio del cugino”.
Oltre questi gradi di parentela, poi, diventano tutti genericamente cugini e buonanotte: i famosi “cugini d’America”.

Secondo la Legge

La fonte più antica non è la genetica, ma il codice civile. Infatti, siccome gran parte delle cause civili riguarda eredità e successioni, la Legge da tempo ha codificato le relazioni familiari, in modo da dare certezza ai diritti successori.
Si distingue la linea diretta (discendenza di tipo genitore-figlio) da quella collaterale (tra fratelli).
La affinità invece è il vincolo fra un coniuge ed i parenti dell’altro coniuge e quindi non è di interesse genetico, bensì legale (in inglese, infatti tali legami prendono come suffisso -in-law).
Per la Legge, il grado di parentela tra A e B è il numero di passi che li separa nell’albero genealogico, ovvero i salti di generazione.
Secondo i codici, dunque, i cugini A e B sono definiti come parenti di quarto grado in linea collaterale.
Vediamo come si calcola: da A si risale l’albero genealogico fino al parente comune (il nonno) e poi si ridiscende fino a B.
A -> padre di A -> nonno di A e di B -> padre di B –> B, per un totale di 4 gradi.
E’ interessante rilevare che la Legge riconosce la parentela fino al sesto grado.
Oltre il sesto grado, secondo il diritto, non si ha alcun legame di sangue.

 

Grado

Parentela diretta

 

Parentela collaterale

     

1

Genitore-figlio  

-

     

2

Nonno-nipote   Tra fratelli    

3

Bisnonno-pronipote   Zio e nipote    

4

Trisavolo-trisnipote   Prozio e pronipote
   oppure
tra cugini (detti cugini di primo grado)
 

5

Quartavolo-quadrisnipote   Pro-prozio e figlio di pronipote
   oppure
cugino e figlio del cugino (detto in italiano cugino di secondo grado)
 

6

Quintavolo-quintisnipote   Pro-pro-prozio e nipote di pronipote
   oppure
con nipote di cugino di primo grado
   oppure
tra figli di cugini di primo grado (detto in italiano cugino di terzo grado)

Nel mondo anglo-sassone

Occorre conoscere bene i termini di parentela utilizzati nel mondo anglosassone, perché tutti i siti che offono analisi del DNA ed i maggiori siti di ricerca genealogica sono redatti in lingua inglese.
Bisogna sapere che nel caso dei cugini, si possono compiere errori rilevanti.
In inglese, infatti, il legame tra cugini si esprime in generale con due numeri: il grado e il numero di rimozioni.
Innanzitutto si calcola il numero di passi che divide A e B dal loro antenato comune.
Se questo numero è uguale e l’antenato è il nonno, allora avremo semplicemente due “first cousins” e fin qui sembra concordare con l’accezione italiana.
Due “second cousins” discendono per lo stesso numero di passi dallo stesso bisnonno.
Attenzione quindi alla differenza: in italiano si intende cugino di secondo grado il figlio del cugino di primo grado.
Due “third cousins” discendono per lo stesso numero di passi dallo stesso trisavolo, e così via.
Se però i gradi che separano A e B dal loro antenato comune non sono uguali, la differenza si esprime come numero di rimozioni.
Ad esempio, se parliamo della relazione tra A e B che è figlio del cugino di A, allora dovremo dire “first cousin once removed”. Se B è il figlio del figlio del cugino, allora per A sarà un “first cousin twice removed”. In pratica si determina la relazione simmetrica più prossima (la quale determina il grado di “cousin”) e da lì si contano le distanze in linea diretta, la quale determina il grado di “removed”.
Lo schema seguente può essere di aiuto. Le generazioni sono in orizzontale a strisce alternate bianche e grigie. In verticale si trovano le relazioni in linea diretta.

 

 

Secondo la Biologia

In termini scientifici, ad ogni generazione il corredo genetico del padre e della madre si mescolano in modo casuale. Di conseguenza, ogni erede condividerà il 50% del patrimonio genetico con ciascun genitore. Quindi ad ogni generazione il grado di affinità con ciascuno dei rami si dimezza.
I gemelli omozigoti costituiscono un caso particolare, perché il loro corredo genetico è identico.
Come abbiamo già detto, per la biologia non esiste la parentela affine, ma solo quella tra consanguinei.

Quindi può essere utile sovrapporre allo schema precedente un numero che esprime la percentuale di patrimonio genetico che due individui A e B condividono.
Si vede bene che ad ogni salto generazionale il numero si dimezza.
Va sottolineato che il grado di parentela tra fratelli è 50, perché vi sono stati due rimescolamenti indipendenti del DNA dei genitori.
Sarebbe 100 dal punto di vista del DNA solo per gemelli omozigoti, cioè perfettamente identici.

 

Il DNA

Le moderne tecniche di analisi sono in grado di misurare il grado di somiglianza di due DNA, che si esprime in centimorgans (cM). Senza addentrarci nel significato di tale unità di misura, diciamo solo che il numero scende rapidamente con la distanza di parentela: tra padre e figlio è circa 3500 cM, mentre tra cugini di primo grado scende a 874 cM. Inoltre, a causa del rimescolamento casuale del DNA, ci si aspetta una certa variabilità nella somiglianza, dunque i valori ammissibili sono compresi tra un minimo ed un massimo, con una media più probabile. La tabella seguente mostra i valori attesi per i diversi gradi di parentela.


Riadattato da: the shared cM project (www.dnapainter.com)

Nella nostra famiglia abbiamo avuto finora due spettacolari conferme dell’albero genealogico: nel 2016 Paolo Sirtoli ha effettuato il test del DNA con il kit fornito dal National Geographic. Nel 2018 lo ha fatto anche Cynthia Savage di Kansas City (USA). I due non si conoscevano, ma immediatamente il sito Family Tree DNA, sul quale sono stati caricati i dati delle due analisi, ha segnalato una somiglianza nel loro DNA, che ipotizzava una lontana parentela.
Una volta messi in contatto, Paolo e Cynthia hanno verificato i loro alberi genealogici ed è stato chiaro il motivo della loro parentela: hanno in comune il loro quintavolo Felice Sirtoli , nato nel 1819, il quale ebbe un nipote, Giuseppe , che emigrò negli Stati Uniti nel 1905.
Dato che entrambi distano cinque passi da Felice, la loro parentela è determinata in cugini di decimo grado, o per dirla all’inglese, essi sono “fourth cousins” e per questo motivo ci si aspetta che la somiglianza del loro DNA misuri da 0 a 127 cM, con una media di 35 cM. Ebbene, il dato risulta di 59 cM.
Vi è poi un’altra conferma: anche Valerio Giannetta nel 2017 ha effettuato l’analisi del DNA e stavolta si sapeva in anticipo il grado di parentela con Paolo. Infatti l’antenato comune, Bartolomeo Sirtoli nato nel 1694 dista 8 generazioni da Paolo e 9 da Valerio, quindi il loro grado di parentela è 17, ovvero essi sono “seventh cousins once removed”. In questo caso ci si aspetta che la misura di somiglianza del DNA sia tra 0 e 53 cM, con una media di 13 cM. Il valore risulta di 8,5 cM, in ottimo accordo con quanto atteso.