I Sirtoli a Fontana hanno sempre vissuto come massari, ovvero come contadini in affitto. Questo tipo di contratto era molto comune e nel medioevo era detto livello. In epoca moderna è diventata la mezzadria. Un proprietario terriero concedeva in affitto la terra e sovente anche l'abitazione (detta casa colonica) ad una famiglia di contadini. In cambio riceveva una quota dei raccolti e dei prodotti.

Il primo Sirtoli che compare nella storia si chiama Carlo Cirtoi e compare in uno Stato d'anime del 1645 ed in quello successivo del 1646. E' detto "massaro di ...<illeggibile>" e per quanto ne sappiamo, è il capostipite dei Sirtoli. Da notare, questo Carlo muore il 22 settembre 1648, nello stesso giorno in cui nasce suo figlio, anch'egli chiamato Carlo. In uno Stato d'anime del 1699 il Giovan Angiolo Circoli del quondam Carlo (quindi il nipote del capostipite) è detto lavorante di terra in casa da massaro del signor Pietro Morandi.
Pietro Morandi era una figura illustre nella Bergamo dell'epoca: Celestino Colleoni dedica la seconda parte del suo Historia quadripartita di Bergomo per l'appunto a "Monsignor Pietro Morandi, dottor di leggi e Canonico nella Cathedrale di Bergomo". Le date tuttavia non tornano: il volume è pubblicato nel 1618, quindi semmai nel 1699 la terra poteva appartenere agli eredi di tale Pietro Morandi ... oppure semplicemente ad un omonimo.

Nello Stato d'anime del 1737 Bartolomeo Circoli e la moglie Domenica Circola (in realtà il cognome era Magri, ma spesso anche i cognomi venivano declinati al maschile e al femminile, e persino al singolare e al plurale!) vivono nella casa del signor Bonetti.

Nel 1799 troviamo due riferimenti alla famiglia Sirtoli: uno per Angelo, che abitava in aedibus Ambrosioni, ovvera nella casa di un certo Ambrosini. L'altra famiglia Sirtoli, cioè quella di Giovanni e Maria Bonomi, abitava in aedibus Mosconi. Questo riferimento è importante perché ci permette di individuare la casa!
Infatti nel catasto storico del 1853 c'è una casa colonica in Fontana che appartiene al "Conte Monsignor Giovanni Mosconi". Si trova al mappale 1369 e corrisponde ad una costruzione risalente al '500. Questa identificazione ha una conferma inaspettata: nel catasto lombardo-veneto del 1808 troviamo addirittura che la strada in cui si trova quella casa colonica è detta "strada dei Carlotti". Infine, in una mappa del 1884, vicino alla casa colonica troviamo proprio la scritta "Carlotti". Insomma, non ci sono dubbi: i nostri antenati (o almeno una parte di essi) abitavano proprio lì.


Catasto lombardo-veneto del 1808:
vi si legge "strada dei Carlotti"

Mappa dell'aprile 1884

Mappa per l'identificazione dei luoghi

Scheda della cascina ex-Mosconi dall'inventario dei beni culturali e ambientali, a cura del Comune di Bergamo

Nello Stato d'anime del 1805 si ritrova il riferimento alla familia Sirtoli vulgo Carlotti in aedibus Mosconi. Un altro ramo della famiglia, quello di Gaetano e Maddalena Licini, si trova invece in aedibus Hieronymi Viscardi. Esattamente sotto la casa colonica abitata dai Sirtoli, ancora oggi possiamo trovare villa Viscardi. Si può quindi ipotizzare che una parte della numerosa famiglia fosse andata a coltivare e quindi abitare le proprietà di quest'altra famiglia di possidenti, loro vicini di casa.

Tra il 1860 ed il 1877 troviamo negli Stati d'anime riferimenti a tre famiglie Sirtoli che abitano in due abitazioni ai numeri civici 136 e 145. Se per il 145 possiamo essere certi che si tratti della casa colonica, che era molto grande e quindi ospitava due famiglie, nulla sappiamo sul civico 136.

Nel catasto storico del 1901, la casa colonica non appartiene più al monsignor Mosconi, bensì ai fratelli Negrisoli, figli di Marcantonio, già preside del liceo Sarpi e sindaco di Bergamo. Uno Stato d'anime senza data, ma che possiamo collocare ai primi anni del '900, vede le tre famiglie Sirtoli cancellate con un tratto di matita rossa e la scritta "trasferiti altrove". Si chiude così la permanenza dei Sirtoli in Fontana, ma già da decenni i Sirtoli si stavano trasferendo in altri comuni della bergamasca. Altri erano andati in Francia o addirittura oltreoceano, in Brasile e negli Stati Uniti.

Agli inizi del terzo millennio possiamo trovare il cognome Sirtoli in Italia, in Francia, in Belgio, negli Stati Uniti, in Brasile, a Hong Kong e in Giappone.
Tutti discendenti di quel Carlo che arrivò in Fontana quasi quattro secoli fa.